I Papi e i Giubilei

Mostra dall’8 luglio al 15 agosto – Sala dello Studio Teologico, Basilica del Santo. Esposti oggetti, documenti, reliquie, indumenti di vari pontefici, da Bonificio VIII a Francesco

Ha aperto i battenti venerdì 8 luglio, la mostra “I Papi e i Giubilei” allestita fino al 15 agosto nella Sala dello Studio Teologico della Pontificia Basilica di Sant’Antonio in collaborazione con il Progetto Museo dei Papi.

L’inaugurazione ufficiale è in programma per domenica 10 luglio dopo la messa delle 11.00. L’esposizione itinerante, che ospita oggetti e reliquie dei pontefici che nei secoli hanno indetto Giubilei, approda così a Padova dopo il successo avuto prima a Roma e successivamente al Museo diocesano di Verona, ma nella città del Santo sarà in versione ampliata.

Nella mostra, che offre ai pellegrini uno strumento di approfondimento del significato e della storia dei Giubilei, sono esposti oggetti, documenti, reliquie e indumenti dei papi che hanno aperto la Porta Santa in Vaticano, da Bonifacio VIII (del quale si potrà vedere la copia della bolla di indizione dell’Anno Santo del 1300 e un sigillo originale) a Francesco. Si troverà anche una reliquia importante di san Pietro da Morrone, Celestino V, il papa precursore del primo Giubileo con l’istituzione della Perdonanza, oltre a calici, Agnus Dei in cera, mattoni delle Porte Sante aperte dal 1900 al 2000 e opere d’arte, come alcuni dipinti del pittore trevigiano Sergio Favotto e una statua in bronzo del veronese Albano Poli. Tra i molti oggetti esposti anche alcuni appartenuti a Pio IX, Leone XIII, Pio XI, Pio XII, Paolo VI, Giovanni Paolo II.

Rispetto alle precedenti esposizioni, a Padova saranno presenti anche due nuove vetrine: una dedicata a Benedetto XVI, di cui ricorre il 65esimo dell’ordinazione sacerdotale, e una dedicata a Giovanni XXIII e al Concilio Vaticano II.

L’esposizione rimarrà aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00. Ingresso gratuito.

Per informazioni: Progetto Musei dei Papi, 347/7560006 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  e www.museodeipapi.it.

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