Messaggero APR 2017

L’appuntamento mondiale dei “Giovani della pace”, i reportage da Mosul e dalla periferia milanese, la relazione tra sport e spiritualità tra le novità dell’edizione nazionale del «Messaggero di sant'Antonio» di aprile.

È una suggestiva illustrazione di Andreina Parpajola ad aprire il «Messaggero di sant’Antonio» di questo mese. La copertina di aprile dedicata alla Pasqua fa il paio con l’editoriale di fra Fabio Scarsato“Ciò che siamo”. Ciò che siamo e che saremo nasce proprio con la Resurrezione, ricorda il direttore ai lettori, da quell’amore così grande che ha dato la vita per noi, «redenti e salvati dall’amore “esagerato” del Signore».

Il Sermig, Servizio Missionario Giovani, si appresta a celebrare a Padova, il prossimo 13 maggio, il quinto Appuntamento mondiale dei giovani. Alberto Friso nell’articolo “Ripartiamo dall’amore. È possibile” fa il punto sul nuovo incontro dei “Giovani della pace” ideato dal fondatore del Sermig e dell’Arsenale della pace di Torino, Ernesto Olivero, che nella passata edizione ha radunato a Napoli 40mila ragazzi. L’obiettivo del 2017? Una nuova alleanza con il mondo degli adulti, per uscire dal ripiegamento su di sé e diventare motori del cambiamento.

L’attualità è protagonista di due fotoreportage di questo mese. “La battaglia di Mosul”, con le foto di Ugo Lucio Borga e i testi di Laura Maria Secci, documenta la drammatica liberazione della città irachena dalle milizie del Daesh. Una controffensiva non priva di enormi perdite per una terra già segnata da profonde cicatrici e un futuro incerto. Dino Fracchia da Milano firma invece “Tempo di periferie”, che immortala un quartiere periferico difficile della città meneghina, il Lotto 64, visitato il 25 marzo da papa Bergoglio. Un quartiere-simbolo, uno di quei luoghi da sempre nel cuore, e nella politica, di Francesco.

“Il lato spirituale dello sport” è il titolo del dossier di Alessandra Gaetani che, ispirandosi alla passione per lo sport e il suo valore educativo di papa Francesco, promotore lo scorso ottobre di un convegno in Vaticano su questo tema, fa un viaggio tra diverse esperienze che uniscono sport e fede, gesto atletico e capacità di fare squadra, corpo e spirito, inclusione sociale e passione. Perché, come ha ribadito il pontefice, «la genuinità dello sport» si mantiene proteggendolo «dalla corruzione e dallo sfruttamento commerciale».

La storia di Valentina Karakhanian, intellettuale italoarmena che ha creato una piattaforma per valorizzare il patrimonio culturale del suo popolo, è raccontata da Giulia Cananzi nell’articolo “Il genocidio sconfitto dal talento”. In vista del 24 aprile, anniversario di quello che, tra 1915 e 1923, fu il primo genocidio di un popolo nel Novecento, con deportazioni di massa e stermini sistematici da parte dell’ex Impero Ottomano di quasi un milione e mezzo di persone, due terzi della popolazione armena, la donna ammonisce: «non possiamo fermarci agli anniversari e alle commemorazioni». Specie ora che il “mostro”, come lo chiama lei, è tornato sotto forma dell’Isis.

«La musica non appartiene al singolo. Non è solo di chi la compone. Essa è patrimonio comune». Parola di Ezio Bosso, pianista e compositore, intervistato da Nicoletta Masetto. “La musica è di tutti” è una sorta di esperimento che, seguendo il rito collettivo dei concerti di questo maestro e il suo progetto di “studio aperto” per una musica condivisa, osa un’intervista a Bosso “a dieci mani”, in collaborazione con quattro studenti liceali.

Alla mostra “Pezzi da Oscar”, inaugurata nell’ambito dei festeggiamenti per l’80° anniversario della nascita di Cinecittà, è dedicato l’articolo “I Michelangelo del cinema” di Alessandro Bettero. Dietro le quinte della Hollywood capitolina, una mostra svela segreti e curiosità di statue, busti e ritratti che hanno ornato le scenografie dei capolavori della settima arte. Anche grazie a una dinastia di artigiani romani, i De Angelis.

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