7 Giugno 2020

Catechesi di domenica 7 giugno 2020. Disponibile anche video. 

Al fondo della pagina potrà essere scaricato il sussidio catechetico in versione pdf. 

 


 

DOMENICA 7 GIUGNO 2020
INCONTRO DELL’ARCICONFRATERNITA DI S. ANTONIO

 

In preghieradal Salmo 105 (104)


Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.

Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.

Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca,
voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.

È lui il Signore, nostro Dio:
su tutta la terra i suoi giudizi.

Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni, ___
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco.

L’ha stabilita per Giacobbe come decreto,
per Israele come alleanza eterna,
quando disse: “Ti darò il paese di Canaan
come parte della vostra eredità”. […]

Così si è ricordato della sua parola santa,
data ad Abramo suo servo.
Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia.

Gloria al Padre…

 

Ascoltiamo dal Libro della genesi (Gv 12,1-4)

Il Signore disse ad Abram: “Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra”.

Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran. […]

Il Signore apparve ad Abram e gli disse: “Alla tua discendenza io darò questa terra”. Allora Abram costruì in quel luogo un altare al Signore che gli era apparso. Di là passò sulle montagne a oriente di Betel e piantò la tenda, avendo Betel ad occidente e Ai ad oriente. Lì costruì un altare al Signore e invocò il nome del Signore. Poi Abram levò la tenda per andare ad accamparsi nel Negheb.

 

Per approfondire

Il padre nella fede biblica, Abramo, viveva sereno e tranquillo la sua vita: Dio però interviene nonostante la sua età avanzata e provoca Abramo a lasciare tutto per una promessa maggiore: un erede, una terra, un popolo nati dal suo affidarsi a Dio. Fernando – giovane canonico agostiniano – è sereno e tranquillo nella vita religiosa di Coimbra. Ma Dio interviene attraverso la testimonianza coraggiosa di francescani missionari martiri. Fernando sente una nuova promessa di servire Dio: lascia il monastero ed entra tra i francescani col nome di Antonio. Riflettiamo:

  • Abramo ha fede in Dio; Fernando/Antonio ha fede in Dio. Come posso descrivere la mia fede in Dio?
  • Abramo/Antonio: la loro vita cambia perché Dio si fida di loro, si affida a loro per farne strumenti di pace e di testimonianza. Percepisco che Dio si fida di me? Si affida a me per migliorare il mondo?
  • Sono timoroso nel professare la mia fede nel luogo nel quale vivo, lavoro, studio…?

 

La Lettera di papa Francesco per l’ottavo centenario in corso

Al Reverendissimo Padre Carlos Alberto Trovarelli, Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali

Ho appreso con piacere che codesto Ordine celebra con gioia l’Ottavo centenario della vocazione francescana di Sant’Antonio di Padova. Ottocento anni fa, a Coimbra, il giovane canonico regolare agostiniano Fernando, nativo di Lisbona, appreso del martirio di cinque Francescani, uccisi a motivo della fede cristiana in Marocco il 16 gennaio di quello stesso anno, si decise a dare una svolta alla propria vita.

Lasciò la sua terra e intraprese un cammino, simbolo del proprio itinerario spirituale di conversione. Dapprima si recò in Marocco, deciso a vivere coraggiosamente il Vangelo sulle orme dei martiri Francescani là martirizzati, poi approdò in Sicilia a seguito del naufragio sulle coste dell’Italia, così come accade oggi a tanti nostri fratelli e sorelle. Dalla terra di Sicilia, il provvidenziale disegno di Dio lo spinse all’incontro con la figura di San Francesco d’Assisi sulle strade dell’Italia e della Francia. Infine, si trasferì a Padova, città che sempre sarà legata in modo particolare al suo nome e che ne custodisce il corpo.

Auspico che questa significativa ricorrenza susciti, specialmente nei Religiosi francescani e nei devoti di Sant’Antonio sparsi in tutto il mondo, il desiderio di sperimentarne la stessa santa inquietudine che lo condusse sulle strade del mondo per testimoniare, con la parola e le opere, l’amore di Dio. Il suo esempio di condivisione con le difficoltà delle famiglie, dei poveri e disagiati, come pure la sua passione per la verità e la giustizia, possano suscitare ancora oggi un generoso impegno di donazione di sé, nel segno della fraternità. Penso soprattutto ai giovani: questo Santo antico, ma così moderno e geniale nelle sue intuizioni, possa essere per le nuove generazioni un modello da seguire per rendere fecondo il cammino di ciascuno.

Mi associo spiritualmente a quanti prenderanno parte alle diverse iniziative promosse per vivere nella preghiera e nella carità questo Ottavo Centenario Antoniano. A tutti auguro di poter ripetere con Sant’Antonio: «Vedo il mio Signore!». È necessario “vedere il Signore” nel volto di ogni fratello e sorella, offrendo a tutti consolazione, speranza e possibilità di incontro con la Parola di Dio su cui ancorare la propria vita.

Con tali sentimenti, mentre chiedo di pregare per me, di cuore invio la Benedizione Apostolica alla Famiglia dei Frati Minori Conventuali e a quanti s’ispirano alla spiritualità di Sant’Antonio di Padova.

Fraternamente, Franciscus - Roma, San Giovanni in Laterano, 15 febbraio 2020.

 

Dalla Nota pastorale del Vescovo di Coimbra mons. Virgilio do Nascimento Antunes

[…] La sfida del rinnovamento della popolarità antoniana - Ogni anno si contano innumerevoli feste religiose celebrate in onore di sant’Antonio, al punto che non c’è quasi nessuna chiesa o cappella che non celebri il 13 giugno o un’altra data motivata dalla sua figura. È vero però che anche la devozione e la pietà popolare antoniana hanno bisogno di un grande rinnovamento, perché non si riducano a rituali o feste vuote di senso spirituale e pastorale, ma siano momenti adatti per generare la crescita della fede, dell’amore di Dio e della santificazione dei fedeli.

Tra di noi, queste feste sono contrassegnate da una felice motivazione religiosa, ma spesso molto diluita nel mezzo di altre motivazioni di carattere campanilista o, semplicemente, rivolto alla convivenza umana, solidale e ludica.

Se tutto quello che avviene in Chiesa deve avere un marcato significato evangelizzatore, allora anche le manifestazioni della pietà popolare antoniana devono avere questo carattere. La festa deve condurre all’evangelizzazione; la liturgia deve condurre alla comunione con Dio e la Chiesa; la convivenza deve aiutare ad approfondire i valori testimoniati dal patrono; la gioia dell’incontro deve fornire l’esperienza spirituale propria dei credenti; e le manifestazioni culturali devono stare al servizio della diffusione dei valori umani e cristiani che hanno modellato la sua persona e la sua vita.

Può risultare di grande importanza, trarre vantaggio dalla tradizione legata alla sua carità e solidarietà verso i poveri, concretizzata nella distribuzione del pane e nei gesti della condivisione fraterna con gli altri o con i bisogni della comunità. L’elaborazione dei programmi per feste di devozione e altre manifestazioni della pietà popolare antoniana cercherà di rispettare la loro identità cristiana e promuovere i valori del dialogo, dell’incontro, della fratellanza e della pace. Non c’è modo migliore di onorare coloro che ci hanno preceduto nella fede che continuare il progetto di vita che li ha animati, seguendo Cristo, nel cammino della santità e dell’amore per i loro fratelli e sorelle. […]


Preghiamo

Signore, nostro Dio e nostro Padre, ti lodiamo per i tuoi martiri e santi.

Ti benediciamo per Sant’Antonio, presbitero e dottore della Chiesa, modello di disponibilità al servizio dell’evangelizzazione, cristiano radicato nella fede, nella speranza e nell’amore, sempre docile allo Spirito Santo, araldo della fecondità della croce di Cristo, alimentato dalla Parola delle Scritture e dal Pane dell’Eucaristia.

Signore, nostro Dio e nostro Padre, ti preghiamo per la Chiesa di tuo figlio Gesù Cristo, perché cresca nella santità e doni la vita per i fratelli.

Ti preghiamo per i cristiani, perché siano testimoni fedeli della fede e seguano l’esempio dei primi martiri francescani, che con il sangue del loro martirio hanno generato sementi di nuovi cristiani.

Signore, nostro Dio e nostro Padre, per intercessione di sant’Antonio, concedici la grazia di un Anno Santo, che sia un vero cammino di conversione, e che ci conduca all’incontro personale con Cristo, per essere rinnovati nel tuo Spirito.

Amen. Sant’Antonio, prega per noi!


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Pubblicato in 2020

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