7 Marzo 2021

Catechesi di domenica 7 Marzo 2021. Disponibile anche video.

DOMENICA 7 MARZO 2021 – TERZA DOMENICA DI QUARESIMA
INCONTRO DELL’ARCICONFRATERNITA DI S. ANTONIO

Inno

Iniziamo la preghiera nel segno del tempo penitenziale che stiamo vivendo, la Quaresima.

Nella santa assemblea,
o nel segreto dell’anima,
prostriamoci e imploriamo
la divina clemenza.

Dall’ira del giudizio
liberaci, o Padre buono;
non togliere ai tuoi figli
il segno della tua gloria.

Ricorda che ci plasmasti
col soffio del tuo Spirito: _
siam tua vigna, tuo popolo,
e opera delle tue mani.

Perdona i nostri errori,
sana le nostre ferite,
guidaci con la tua grazia
alla vittoria pasquale.

Sia lode al Padre altissimo,
al Figlio e al Santo Spirito
com’era nel principio,
ora e nei secoli eterni. Amen.

 

Salmo 112

Nel ricordo di san Giuseppe – del quale celebriamo la Solennità nei prossimi giorni – preghiamo il Salmo112.

Lodate, servi del Signore, *
     lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore, *
     ora e sempre.

Dal sorgere del sole al suo tramonto *
     sia lodato il nome del Signore.
Su tutti i popoli eccelso è il Signore, *
     più alta dei cieli è la sua gloria.

Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell’alto *
     e si china a guardare nei cieli e sulla terra?

Solleva l’indigente dalla polvere, *
     dall’immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i principi, *
     tra i principi del suo popolo.

Fa abitare la sterile nella sua casa *
     quale madre gioiosa di figli. Gloria…

 

Dal Vangelo secondo Matteo (2,13-15)

Giuseppe compie la sua missione e servizio per proteggere la famiglia ricevuta in dono da Dio. A costo di un esilio non previsto.

[I Magi] erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: “Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo”. Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall’Egitto ho chiamato mio figlio.

 

Dagli Scritti di sant’Antonio di Padova

Giuseppe, che s’interpreta “crescente” (cf. Gn 49,22), raffigura il cristiano che, inserito nella chiesa per la fede in Cristo, deve crescere di bene in meglio e portare frutti di vita eterna. Il suo sonno è la pace della mente o anche la dolcezza della contemplazione. Il sonno è la quiete delle facoltà animali, con la intensificazione e il rafforzamento di quelle naturali. Infatti quando si quietano gli stimoli del corpo ed emergono le aspirazioni dello spirito, allora Giuseppe entra nel sogno. […]

Giuseppe che dorme con tutti costoro, è lontano dal frastuono delle cose del secolo, e riposa nel suo sonno senza il tumulto dei pensieri; e quindi gli appare un angelo che gli dice: “Lèvati su!”, cioè “tendi all’alto”, perché tu sia veramente uno che cresce verso l’alto, e non verso il basso come la rapa, che cresce nella terra e sotto terra, ma come la palma che si spinge verso l’alto. “Lèvati su!”, dunque, e tendi all’alto come le rondini, le quali non prendono il cibo stando ferme, ma catturano i moscerini e li mangiano mentre sfrecciano nel cielo. Dice l’Apostolo: “Cercate le cose di lassù e non quelle che sono sulla terra” (Col 3,1.2). “Lèvati su, dunque, e prendi il bambino e sua madre” (Mt 2,13). [Sermone per la festa dei santi martiri innocenti]

Giuseppe e Maria sono figura della speranza e del timore, che sono come i genitori del giusto. La speranza è l’attesa dei beni futuri, che genera un sentimento di umiltà e una pronta disponibilità di servizio. Ecco Giuseppe, umile e diligente servitore del figlio di Dio. [Sermone Domenica II dopo Natale]

 

Papa Francesco, dalla Lettera apostolica “Patris corde”

Proponiamo un estratto della lettera apostolica “Patris Corde” che papa Francesco ha dedicato a san Giuseppe in occasione del 150° anniversario della dichiarazione di san Giuseppe quale patrono della Chiesa universale. Per l’occasione, fino all’8 dicembre 2021 si terrà uno speciale “Anno di San Giuseppe”. Poi l’Anno della Famiglia inizierà il prossimo 19 marzo, giorno di San Giuseppe e festa del papà, e si concluderà il 26 giugno 2022, in occasione del X Incontro Mondiale delle Famiglie.

Con cuore di padre: così Giuseppe ha amato Gesù, chiamato in tutti e quattro i Vangeli «il figlio di Giuseppe». […]

3. Padre nell’obbedienza - Analogamente a ciò che Dio ha fatto con Maria, quando le ha manifestato il suo piano di salvezza, così anche a Giuseppe ha rivelato i suoi disegni; e lo ha fatto tramite i sogni, che nella Bibbia, come presso tutti i popoli antichi, venivano considerati come uno dei mezzi con i quali Dio manifesta la sua volontà.

Giuseppe è fortemente angustiato davanti all’incomprensibile gravidanza di Maria: non vuole «accusarla pubblicamente», ma decide di «ripudiarla in segreto» (Mt 1,19). Nel primo sogno l’angelo lo aiuta a risolvere il suo grave dilemma: «Non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti, il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1,20-21). La sua risposta fu immediata: «Quando si destò dal sonno, fece come gli aveva ordinato l’angelo» (Mt 1,24). Con l’obbedienza egli superò il suo dramma e salvò Maria.

Nel secondo sogno l’angelo ordina a Giuseppe: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo» (Mt 2,13). Giuseppe non esitò ad obbedire, senza farsi domande sulle difficoltà cui sarebbe andato incontro: «Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode» (Mt 2,14-15).

In Egitto Giuseppe, con fiducia e pazienza, attese dall’angelo il promesso avviso per ritornare nel suo Paese. Appena il messaggero divino, in un terzo sogno, dopo averlo informato che erano morti quelli che cercavano di uccidere il bambino, gli ordina di alzarsi, di prendere con sé il bambino e sua madre e ritornare nella terra d’Israele (cfr Mt 2,19-20), egli ancora una volta obbedisce senza esitare: «Si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele» (Mt 2,21).

Ma durante il viaggio di ritorno, «quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno – ed è la quarta volta che accade – si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nazaret» (Mt 2,22-23).

L’evangelista Luca, da parte sua, riferisce che Giuseppe affrontò il lungo e disagevole viaggio da Nazaret a Betlemme, secondo la legge dell’imperatore Cesare Augusto relativa al censimento, per farsi registrare nella sua città di origine. E proprio in questa circostanza nacque Gesù (cfr 2,1-7), e fu iscritto all’anagrafe dell’Impero, come tutti gli altri bambini.

San Luca, in particolare, si preoccupa di rilevare che i genitori di Gesù osservavano tutte le prescrizioni della Legge: i riti della circoncisione di Gesù, della purificazione di Maria dopo il parto, dell’offerta a Dio del primogenito (cfr 2,21-24).

In ogni circostanza della sua vita, Giuseppe seppe pronunciare il suo “fiat”, come Maria nell’Annunciazione e Gesù nel Getsemani.

Giuseppe, nel suo ruolo di capo famiglia, insegnò a Gesù ad essere sottomesso ai genitori (cfr Lc 2,51), secondo il comandamento di Dio (cfr Es 20,12).

Nel nascondimento di Nazaret, alla scuola di Giuseppe, Gesù imparò a fare la volontà del Padre. Tale volontà divenne suo cibo quotidiano (cfr Gv 4,34). Anche nel momento più difficile della sua vita, vissuto nel Getsemani, preferì fare la volontà del Padre e non la propria e si fece «obbediente fino alla morte […] di croce» (Fil 2,8). Per questo, l’autore della Lettera agli Ebrei conclude che Gesù «imparò l’obbedienza da ciò che patì» (5,8).

Da tutte queste vicende risulta che Giuseppe «è stato chiamato da Dio a servire direttamente la persona e la missione di Gesù mediante l’esercizio della sua paternità: proprio in tal modo egli coopera nella pienezza dei tempi al grande mistero della Redenzione ed è veramente ministro della salvezza». […]

«Alzati, prendi con te il bambino e sua madre» (Mt 2,13), dice Dio a San Giuseppe. Lo scopo di questa Lettera Apostolica è quello di accrescere l’amore verso questo grande Santo, per essere spinti a implorare la sua intercessione e per imitare le sue virtù e il suo slancio. […]

Non resta che implorare da San Giuseppe la grazia delle grazie: la nostra conversione.

A lui rivolgiamo la nostra preghiera:

Salve, custode del Redentore,

e sposo della Vergine Maria.

A te Dio affidò il suo Figlio;

in te Maria ripose la sua fiducia;

con te Cristo diventò uomo.

 

O Beato Giuseppe, mostrati padre anche per noi,

e guidaci nel cammino della vita.

Ottienici grazia, misericordia e coraggio,

e difendici da ogni male. Amen.

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