2 maggio 2021

Catechesi di domenica 2 Maggio 2021. Disponibile anche video.

DOMENICA 2 MAGGIO 2021 – QUINTA DOMENICA DI PASQUA
INCONTRO DELL’ARCICONFRATERNITA DI S. ANTONIO

 Inno

Iniziamo la preghiera nel segno del tempo gioioso che viviamo, la Pasqua.

Alla cena dell’Agnello,

            avvolti in bianche vesti,
attraversato il Mar Rosso,
            cantiamo a Cristo Signore.

Il suo corpo arso d’amore
            sulla mensa è pane vivo;
il suo sangue sull’altare
            calice del nuovo patto.

In questo vespro mirabile
            tornan gli antichi prodigi:
un braccio potente ci salva
            dall’angelo distruttore.

Mite agnello immolato,
            Cristo è la nostra Pasqua;
il suo corpo adorabile
            è il vero pane azzimo.

Irradia sulla tua Chiesa
            la gioia pasquale, o Signore;
unisci alla tua vittoria
            i rinati nel battesimo.

Sia lode e onore a Cristo,
     vincitore della morte,
al Padre e al Santo Spirito
     ora e nei secoli eterni. Amen.
 

S. Francesco d’Assisisi: Salmo IX – Ufficio della Passione, tempo di Pasqua – FF 298

La sapienza biblica di san Francesco compone un salmo adatto per il Tempo di Pasqua.

In te ho sperato, Signore: che io non sia mai confuso. Nella tua giustizia liberami dal male.

Porgi l’orecchio alla mia preghiera e salvami (Sal 70,1-2) .

Sii il Dio che mi protegge, che mi difende, che mi salva.

Perché tu sei, Dio, la mia pazienza: la mia speranza fino dai tempi della mia giovinezza (Sal 70,3-5).

Dalla mia nascita tu sei la mia forza, la mia protezione: a te salirà sempre il mio canto (Sal 70,6).

La mia bocca sia piena della tua lode: che io canti ogni giorno la tua gloria e la tua grandezza (Sal 70,8).

Ascoltami, Signore, perché dolce è la tua misericordia: guarda a me nella pienezza della tua bontà (Sal 68,17).

Non distogliere il tuo volto dal tuo servo: nelle tribolazioni affrettati ad ascoltarmi (Sal 68,18).

Sia benedetto il Signore Dio mio, mio patrono, mio rifugio nel giorno della tribolazione (Sal 143,1; 58,17).

O mio sostegno, a te io canterò, perché Dio è il mio aiuto, il mio Dio, la mia misericordia (Sal 58,18).

Gloria… 


Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo - 1Gv 3,18-24

Questo è il suo comandamento: che crediamo e amiamo.

Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.

In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.

Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.

Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

Parola di Dio.

Nei capitoli 3 e 4 Giovanni ci ricorda le tre condizioni per vivere da figli di Dio. La prima è quella di rompere definitivamente con il peccato. La seconda, è osservare i comandamenti, soprattutto quello della carità. La terza è il guardarsi dagli anticristi e dalla mentalità del mondo. Oggi troviamo quindi alcune indicazioni per vivere da Figli di Dio, in una felice comunione con Lui e con i fratelli.

-        18Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità. - Nel versetto precedente Giovanni ci ha ricordato che se uno ha ricchezze e non apre il suo cuore alla sofferenza di chi è nel bisogno, l’amore di Dio non può rimanere presso di lui. L’apostolo ci esorta dunque a esprimere un amore fattivo, non solo a parole. Sono i fatti che manifestano la verità dell’amore.

-        19In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, - Se qualcuno dimostra la sua carità con i gesti concreti di amore e solidarietà è sicuro che la sua fede è solida e non si lascerà confondere da coloro che predicano una fede diversa.

-        20qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa. - Emerge qui lo scrupolo del cuore, dettato da critiche esterne o forse dalla paura di non aver capito bene il messaggio di Dio. Però Dio è più grande del nostro cuore e abbiamo uno strumento di verifica, la verità delle nostre opere di bene.

-        21Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, - Quindi il cuore non può rimproverarci nulla se abbiamo amore verso gli altri. Questo ci libera dagli scrupoli e rafforza la fiducia in Dio. Siamo in comunione con Lui!

-        22e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito. - Se siamo in comunione con Dio, vivendo della sua stessa capacità di amore, possiamo chiedere qualsiasi cosa. Come i figli obbedienti siamo a Lui graditi perché compiamo la sua volontà.

-        23Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. - Questi sono i suoi comandamenti. Il primo e più importante è quello di avere fede, di credere nel nome del suo Figlio. Sappiamo che nella mentalità orientale il nome è tutta quanta la persona, la sua forza, la sua vera natura. Credere nel nome è credere nella persona stessa. In quale nome dobbiamo credere? In quello del Figlio Gesù. L’altro comandamento è quello di amarci gli uni gli altri. Questo è uno dei motivi più importanti degli scritti di Giovanni.

-        24Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato. - Se si osservano questi comandamenti si rimane in comunione con Dio. C’è un’unità di intenti che ci aiuta a restare dentro questa comunione di amore. È una comunione che si manifesta in una reciprocità, noi rimaniamo in Lui, Lui rimane in noi. In questa comunione reciproca c’è anche lo Spirito che ci permette di vivere e operare secondo la volontà di Dio.

Meditiamo

- Cosa significa per me concretamente amare con i fatti e nella verità?

- C’è qualcosa che il mio cuore mi rimprovera?

- Osservo i comandamenti di Dio? 

Dagli Scritti di sant’Antonio di Padova

Iniziando il mese di maggio possiamo ricordare per i prossimi giorni tre belle preghiere di s. Antonio a Maria.

T

i preghiamo, o nostra Signora, inclita Madre di Dio, esaltata al di sopra dei cori degli angeli, di riempire il vaso del nostro cuore con la grazia celeste; di farci splendere dell’oro della sapienza; di sostenerci con la potenza della tua intercessione; di ornarci con le pietre preziose delle tue virtù; di effondere su di noi, o oliva benedetta, l’olio della tua misericordia, con il quale coprire la moltitudine dei nostri peccati, ed essere così trovati degni di venir innalzati alle altezze della gloria celeste e vivere felici in eterno con i beati comprensori.
Ce lo conceda Gesù Cristo, tuo Figlio, che ti ha esaltata al di sopra dei cori degli angeli, ti ha incoronata con il diadema del regno, e ti ha posta sul trono dell’eterno splendore. A lui sia onore e gloria per i secoli eterni. E tutta la chiesa risponda: Amen. Alleluia!
(Sermone. per la Purificazione della b. Vergine Maria, 1)

T

i preghiamo, o nostra Signora, o nostra speranza. Tu che sei la stella del mare, brilla su di noi sbattuti dalle tempeste di questo mare del mondo e guidaci al porto. Nel momento del nostro passaggio difendici con la tua presenza consolatrice, affinché senza timore possiamo uscire dal carcere del corpo e meritiamo di salire lieti al gaudio infinito.
Ce lo conceda colui che hai portato nel tuo grembo benedetto, che hai allattato alle tue sacre mammelle: a lui sia è onore e gloria nei secoli eterni. Amen.
(Sermone in Lode della b. Vergine Maria).

T

i preghiamo, o nostra Signora, eletta Madre di Dio, di purificarci dal sangue dei nostri peccati, di condurci al fuoco splendente della contrizione, alla cera della confessione, e allo stoppino dell’espiazione, affinché possiamo giungere così alla gloria della Gerusalemme celeste.
Ce lo conceda colui che hai offerto nel tempio: a lui sia onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.
(Sermone per la Purificazione della b. Vergine Maria, 1)

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