6 giugno 2021

Catechesi di domenica 6 giugno 2021. Con video.

DOMENICA 6 GIUGNO 2021 – SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO
INCONTRO DELL’ARCICONFRATERNITA DI S. ANTONIO
 

Inno

O Cristo, Verbo del Padre,
re glorioso fra gli angeli,
luce e salvezza del mondo,
in te crediamo.

Cibo e bevanda di vita,
balsamo, veste dimora, __
forza, rifugio, conforto,
in te speriamo.

Illumina col tuo Spirito
l’oscura notte del male,
orienta il nostro cammino
incontro al Padre. Amen.
 

Salmo 22

1^ Antifona - Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio banchetto, venite alle nozze, alleluia.

Il Signore è il mio pastore: *
     non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare, *
     ad acque tranquille mi conduce.

Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino, *
     per amore del suo nome.

Se dovessi camminare in una valle oscura, †
            non temerei alcun male, *
     perché tu sei con me, Signore.

Il tuo bastone e il tuo vincastro *
     mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa *
     sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo. *
     Il mio calice trabocca.

Felicità e grazia mi saranno compagne *
     tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore *
     per lunghissimi anni. 
Gloria…

1^ Antifona - Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio banchetto, venite alle nozze, alleluia.

 

Salmo 115

2^ Antifona - Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.

Che cosa renderò al Signore,
       per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
       e invocherò il nome del Signore.

Agli occhi del Signore è preziosa
       la morte dei suoi fedeli. __
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
       tu hai spezzato le mie catene.

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
       e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
       davanti a tutto il suo popolo.

2^ Antifona - Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.

 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi – 1Cor 11,23-29

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me”.

Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me”.

Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

Perciò chiunque mangia il pane o beve al calice del Signore in modo indegno, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore. Ciascuno, dunque, esamini sé stesso e poi mangi del pane e beva dal calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. 

Dagli Scritti di san Francesco d’Assisi e di sant’Antonio di Padova.

San Francesco d’Assisi,
Lettera a tutto l’Ordine, FF 221

Tutta l’umanità trepidi, l’universo intero tremi e il cielo esulti, quando sull’altare, nella mano del sacerdote, è presente Cristo, il Figlio del Dio vivo.

O ammirabile altezza e stupenda degnazione! O umiltà` sublime! O sublimità umile, che il Signore dell’universo, Dio e Figlio di Dio, si umili a tal punto da nascondersi, per la nostra salvezza, sotto poca apparenza di pane!

Guardate, fratelli, l’umiltà di Dio, e aprite davanti a lui i vostri cuori; umiliatevi anche voi, perché siate da lui esaltati.

Nulla, dunque, di voi trattenete per voi, affinché tutti e per intero vi accolga Colui che tutto a voi si offre.

San Francesco d’Assisi,
Ammonizioni, I : FF 144-145

[…] Ecco, ogni giorno Cristo si umilia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine; ogni giorno egli stesso viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sull’altare nelle mani del sacerdote. E come ai santi apostoli si mostrò nella vera carne, così anche ora si mostra a noi nel pane consacrato. E come essi con la vista del loro corpo vedevano soltanto la carne di lui, ma, contemplandolo con occhi spirituali, credevano che egli era lo stesso Dio, così anche noi, vedendo pane e vino con gli occhi del corpo, dobbiamo vedere e credere fermamente che è il suo santissimo corpo e sangue vivo e vero. E in tal modo il Signore è sempre con i suoi fedeli, come egli stesso dice: «Ecco, io sono con voi sino alla fine del mondo». […] 

Sant’Antonio di Padova,
Sermone del Giovedì Santo.

6. Così dice Isaia: “Il Signore, Dio degli eserciti, preparerà su questo monte un banchetto di carni grasse per tutti i popoli, un banchetto di vendemmia, di carni grasse […]” (Is 25,6). E Matteo dello stesso convito dice: “Mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, dopo averlo benedetto, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse: Questo è il mio corpo. E preso il calice, rese grazie e lo diede loro dicendo: Bevetene tutti: Questo è il mio sangue della nuova alleanza” (Mt 26,26-28).

Vedi che Cristo ha compiuto oggi quattro azioni: ha lavato i piedi agli apostoli, ha dato loro il suo corpo e il suo sangue, ha fatto un lungo e prezioso discorso, ha pregato il Padre per loro e per tutti quelli che avrebbero creduto in lui. Questo fu il sontuoso banchetto. […]

“In questo monte”, cioè a Gerusalemme, in quel cenacolo spazioso e bene arredato (cf. Mc 14,15), nel quale gli apostoli ricevettero anche lo Spirito Santo il giorno di Pentecoste, “egli fece oggi per tutti i popoli” che credevano in lui “un banchetto di carni grasse”. Il banchetto di questo giorno è veramente un banchetto di carni grasse, perché vi era servito il vitello ingrassato che il Padre sacrificò per la riconciliazione del genere umano. Leggiamo infatti in Luca: “Portate il vitello ingrassato e uccidetelo, e mangiamo e banchettiamo: perché questo mio figlio era morto ed è ritornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato. E incominciarono tutti a banchettare” (Lc 15,23-24). […]

È ciò che fa oggi la chiesa universale, alla quale Cristo ha allestito sul monte Sion un banchetto splendido e sontuoso, di una duplice ricchezza, interiore ed esteriore, e abbondante; diede il suo vero corpo, ricco di ogni potenza spirituale, ingrassato con la carità interna ed esterna, e comandò che fosse dato anche a tutti quelli che avrebbero creduto in lui.

Perciò si deve credere fermamente e confessare con la bocca che quel corpo che la Vergine partorì, che fu inchiodato sulla croce, che giacque nel sepolcro, che risuscitò il terzo giorno, che salì alla destra del Padre, egli oggi realmente lo diede agli apostoli, e la chiesa ogni giorno lo “confeziona” e lo distribuisce ai suoi fedeli. Infatti, al suono delle parole “Questo è il mio corpo”, il pane si trasforma, si transostanzia, diventa il corpo di Cristo, che conferisce l’unzione di una duplice ricchezza a colui che lo riceve degnamente, perché attenua le tentazioni e suscita la devozione. Per questo è detto: Terra dove scorrono latte e miele (cf. Dt 31,20), perché addolcisce le amarezze e incrementa la devozione.

Sventurato colui che osa entrare a questo banchetto senza la veste nuziale (cf. Mt 22,11) della carità, o della penitenza, perché chi se ne ciba indegnamente, mangia la sua condanna (cf. 1Cor 11,29).

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