Cenni Storici

Cap. 2 - Gli statuti quattrocenteschi

Una prima revisione statutaria si ebbe a distanza di un secolo nel 1438, documento dal quale si evince come alla Confraternita fossero ammessi sia uomini che donne, fatto alquanto inusuale in molte altre confraternite fino a non molti anni fa.

Tra le prescrizioni per consorelle e confratelli vi era l’obbligo di partecipare comunitariamente a una santa messa celebrata appositamente ogni prima domenica del mese; tradizione ancora rispettata. Al termine del sacro rito i confratelli si riunivano per trattare degli affari del sodalizio, mentre a tutti veniva distribuita una focaccia (come attesta il primo degli affreschi che si trovano entrando nelle Scoletta del Santo e riproducente il Guardiano che distribuisce il pane alle porte dell’Oratorio Confraternale), quello che nei secoli avvenire sarebbe divenuto il Pane Benedetto di Sant’Antonio.

I confratelli erano inoltre impegnati nel soccorrere i poveri, nel visitare e assistere amorevolmente i consodali infermi, nell’onorare i funerali e nelle preghiere di suffragio per ascritti e benefattori.

La festa principale della Confraternita, testimoniata ancora dall’antico dipinto ad olio su tavola collocato nella loggia che dà accesso alla Sala Capitolare o Priorale della Scoletta del Santo, era la così detta Festa della Nogara (pianta del noce), festeggiata la domenica fra l’ottava del Santo. In tale occasione i membri della confraternita si recavano in processione dal Duomo cittadino fino alla Basilica per offrire un cero ciascuno al Santo.

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