13. Il piede riattaccato
Descrizione: Il Miracolo del piede riattaccato al giovane padovano Leonardo: è il terzo affresco condotto da Tiziano Vecellio (1511). Si noti l’ondulato gioioso paesaggio veneto, forse le colline Asolane, che sa ancora di Giorgione, e la vigoria espressiva che l’artista comunica ai suoi personaggi tra i quali il Cardinal Pietro Bembo.
Agiografia: Accadde un’altra volta che un uomo di Padova, di nome Leonardo, fra altri peccatori che veniva confessando, si accusò di aver percosso con un calcio sua madre, e con tale violenza da farla cadere per terra. L’uomo di Dio, inorridito, in fervore di spirito lo rimproverò duramente e, insieme con altre parole di deplorazione, soggiunse: “Il piede che colpisce il padre o la madre dovrebbe essere amputato”.
Quel sempliciotto non capì il senso della frase; e, nel rimorso per la colpa commessa e angosciato per le aspre parole del Santo, rincasò in tutta fretta e immediatamente si recise il piede. La notizia di una punizione così crudele si diffuse in un baleno per tutta la città e giunse all’orecchio della madre di Leonardo. Costei, tornando prontamente a casa sua, vide il figlio così mutilato. E saputane la motivazione, si diresse al convento dei frati e a gran voce si lamentava, incolpando frate Antonio di essere stato istigatore del suicidio di suo figlio.
Il Santo cercò di calmarla e di spiegarle il proprio comportamento. Poi, dirigendosi all’abitazione dello sventurato, dopo aver premessa una supplichevole e devota orazione, congiunse alla gamba il piede tagliato, facendovi contemporaneamente il segno della croce e passandovi sopra con le sue sacre mani varie volte. All’istante, il piede restò perfettamente inserito alla gamba, così che quell’uomo balzò in piedi allegro e risanato, esultando, saltando e lodando Dio.

TORNA AGLI AFFRESCHI