Anche se mancano attestazioni certe è fuor dubbio che, già dal primo secolo della propria esistenza, i confratelli utilizzassero un abito proprio fatto alla foggia della tonaca dei frati, detto cappa, il cui uso ebbe fasi alterne nel corso dei secoli, venendo dismesso una prima volta probabilmente in occasione della peste del 1631 ma venendo ripristinato con gli statuti approvati dalla Serenissima Repubblica di Venezia nel 1714, quindi nuovamente interrotto durante la breve soppressione napoleonica, per ritornare dalla metà del XIX secolo fino ai primi anni del novecento, quando si perse nuovamente, tanto che negli statuti del 1940 si trova menzione, in relazione alla cerimonia di accoglienza dei nuovi membri, solo della benedizione ed imposizione della medaglia antoniana riportante il Breve di S. Antonio “Ecce Crucem Domini”.
Fu quindi per volontà della attuale dirigenza che nel 2002, con il desiderio di ridare impulso allo spirito di appartenenza e di gruppo, fu deliberato il ripristino di un abito proprio da indossarsi in occasione delle celebrazioni liturgiche. Rimanendo fedeli ai dettati storici, che volevano l’abito simile a quello dei frati, l’attuale si presenta in foggia di mantello a ruota intera di panno di lana nera filettato di rosso (il colore dell’abito dei Frati Minori Conventuali), con ricamata sul lato sinistro del petto la croce ghiandata o antoniana; sul mantello viene ancora indossata la medaglia antoniana sostenuta da cordoniera rossa.
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