Oratorio della Scoletta del Santo, immagine dell'interno.
L'Oratorio fu la prima sede autonoma dell'Arciconfraternita, edificata all'inizio del XV secolo. L'Oratorio, di pubblico accesso, è aperto tutti i giorni dell'anno.
Visitandolo il 15 febbraio (Festa della Lingua di S. Antonio) o il 13 giugno (Festa di S. Antonio) o l'8 dicembre (Festa dell'Immacolata) si potrà acquisire l' Indulgenza Plenaria, nelle forme stabilite dalla Chiesa.
L'oratorio è dotato di tre altari: il centrale intitolato alla Madonna, il laterale sinistro intitolato a S. Francesco d'Assisi ed il laterale di destra intitolato a S. Antonio di Padova. In questo ripropone esattamente la stessa decorazione dell'altare della Sala Priorale ovvero presentando i compatroni della Confraternita.

Statua lignea della Beata Vergine Maria Immacolata.
Opera di Rinaldo Rinaldi, allievo prediletto del Canova, la statua è collocata all'interno di un capitello di gusto gotico. La madonna dal volto giovane è vestita di una veste candida ed è ammantata del colore del firmamento stellato. Si noti il serpente schiacciato dai piedi della madonna.
L'immagine sacra che viene portata in processione a spalla dai Macellai Militi dell'Immacolata ogni 8 dicembre, all'interno della Basilica antoniana e li esposta durante la novena di preparazione alla Festa, durante il resto dell'anno è esposta alla pubblica venerazione nel nostro Oratorio. Non è inusuale trovare Corone del Rosario appese alle corna ai piedi della statua, lasciate per devozione dai pellegrini.

Pala dell'altare maggiore, raffigurante la Madonna con il Bambino Gesù adorato dai Santi Benedetto e Girolamo.
Opera del Padovanino, la pala era collocata nella Chiesa di San Biagio, poi distrutta.
La pala e l'altare vennero così acquistati dalla Confraternita antoniana per completare l'arredamento dell'Oratorio, così come venne rivisto all'inizio del XVIII secolo, quando le pareti, già decorate da mezzifreschi giudicati di scarsa qualità, vennero ricoperte di un candido marmorino bianco.
Crocifisso processionale in legno policromo.
Il meraviglioso crocifisso realizzato in legno di cirmolo cavo, è opera di Giovanni Bonazza, al quale lo commissionò la Confraternita antoniana nel 1715.
Nel XIX secolo il crocifisso venne ridipinto con una pesante vernice color bronzo.
Ora è tornato alla policromia originaria grazie all'intervento di restauro commissionato dall'Arciconfraternita e realizzato dalla Dott. Milena Maria Dean di Fiumicello (UD).
Statua del Cristo morto.
Opera di ignoto, recentemente ridipinta per mano del Confratello Adelino Zoccarato di Padova.
Poggia su una portantina in legno, opera del Confratello Antonio Rossetto di Padova.
La statua è tornata alla pubblica venerazione dopo anni di oblio nei polverosi cassoni della Sala Priorale. Oggi è meta di numerosi devoti.
Sacro Cuore di Gesù, bassorilievo ligneo policromo, autore ignoto, inizi XX secolo.
Tra le immagini più venerate nell'Oratorio è sicuramente da annoverare quella del Sacro Cuore di Gesù, unica immagine in tutto il complesso basilicale, di questa devozione particolarmente sentità tra '800 e prima meta del '900.
L'immagine, recentemente restaurata dalla Ditta Volpin di Arre, è protetta da un vetro e poggia su di un inginocchiatoio intagliato, che funge anche da altare.
Sulla mensa del piccolo altare non manca mai una rosa portata da un devoto sconosciuto.
Nell'Oratorio si svolge l' incontro mensile degli ascritti all'Arciconfraternita, che si tiene a partire dalle ore 9 di ogni prima domenica del mese, con l'eccezione della prima domenica d'agosto.