La storia
In occasione del VII centenario della morte del Santo, nel 1931, i Frati custodi del Santuario antoniano dell’Arcella, pensarono di celebrare solennemente il Transito all’Arcella, sullo stesso luogo dov’era spirato il Taumaturgo, secondo la forma delle “Sacre rappresentazioni”, seguendo l’antico modello medioevale creato già nel sec. XIII proprio dai frati francescani.
Venne quindi redatto un copione costruito sulla traccia della prima biografia del Santo l’Assidua, scritta all’indomani della sua morte. La celebrazione del Transito cominciò così con cadenza annuale in forma semplice e popolare, ma subito molto sentita e partecipata dalla popolazione.
Nel 1963, in occasione del 7° Centenario della Traslazione del corpo del Santo e del ritrovamento miracoloso della sua lingua incorrotta, la rievocazione del Transito avvenne in forma straordinaria, partendo da Camposampiero con il carro trainato da buoi, che venivano offerti e sostituiti ad ogni fermata del corteo lungo i Paesi attraversati dalla Statale del Santo.
Dal 1995, anniversario dell’8° Centenario della nascita di sant'Antonio, la rievocazione del Transito ha assunto la veste attuale, mantenendo comunque intatto l’impianto della Sacra rappresentazione originale.
Lo svolgimento odierno
Ai primi vespri della Festa di Sant’Antonio, la sera del 12 giugno, si svolge all’Arcella la rievocazione storica del Transito di Sant’Antonio.
Alla processione partecipano i frati, i gonfaloni dei comuni della Statale del Santo (Camposampiero, S. Giorgio delle Pertiche, Campodarsego, Vigodarzere, Cadoneghe), l’Arciconfraternita del Santo, i Macellai Militi dell’Immacolata e molte altre realtà ecclesiali e del volontariato dell’intera provincia.
L’itinerario si snoda, di norma, dal piazzale Azzurri d’Italia lungo Via Tiziano Aspetti prima e Via Arcella dopo per concludersi presso il Santuario Antoniano dell’Arcella.
Lungo tutto il percorso la statua di Sant’Antonio morente, che viene venerata nella Cella del Transito, viene portata processionalmente su un carro trainato da buoi, mentre alcune voci narranti accompagnano l’incedere processionale con la lettura di alcuni brani delle fonti antoniane che rievocano quanto accadde il pomeriggio del 13 giugno 1231.
La manifestazione si conclude con una funzione di preghiera nel Santuario e con l’omaggio alla statua del Santo da parte dei piccoli pagetti che Vi depongono un bianco giglio.