Premi Bontà 2018: Letizia Guglielmo, Luciano Bonaria

Giovedì, 23 Agosto 2018 17:37

UNA GIOVANE DONNA DONA UN RENE ALL’AMICA; UN PROPRIETARIO DI AZIENDA REGALA LA DOPPIA TREDICESIMA AI PROPRI DIPENDENTI. UNA STORIA DI AMICIZIA E UN ESEMPIO DI ECONOMIA ETICA RICEVONO IL PREMIO DELLA BONTÀ 2018.

I protagonisti di queste due “buone azioni” scelte quali esempi per i giovani, saranno presenti alla Cerimonia pubblica di Premiazione sabato 9 giugno in Basilica del Santo.

Due “buoni” esempi premiati dall’Arciconfraternita del Santo, dal 1975 promotrice del Premio Nazionale della Bontà Sant’Antonio di Padova, attraverso i quali desidera evidenziare come nella quotidianità vi siano persone non indifferenti e che si prodigano per agli altri. Accanto ai partecipanti alla fase concorsuale riservata alle Scuole Primarie e Secondarie di I e II grado di tutta Italia ogni anno, infatti, l’Arciconfraternita si propone di individuare uno o più protagonisti che nella vita “adulta” abbiano reso tangibile testimonianza degli insegnamenti del Vangelo. 

Quest’anno il Premio della Bontà 2018 va a due Candidati: una storia di solidarietà e di amicizia al femminile e un esempio di economia etica, due azioni nelle quali il Consiglio Direttivo dell’Arciconfraternita ha ravvisato il tema proposto per questa edizione e rivolto ai giovani «Racconta a Papa Francesco quali scelte, azioni o progetti di vita vorresti intraprendere, mentre cresci ascoltando in te la voce interiore, che ti chiama al bene della tua comunità, della società e del mondo intero», ispirato dalle parole del Santo Padre nella sua lettera ai Giovani: «Carissimi giovani, un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte coraggiose… » 

Un “dono” prezioso che rende indissolubile una amicizia 

Si conoscono sin dall’infanzia, Letizia Guglielmo e Lara Martello, nate a tre giorni di distanza, amiche da sempre e protagoniste di una amicizia che il 7 aprile del 2017 è divenuta realmente “legame di sangue”. Letizia infatti ha donato un rene a Lara, malata dal 1999 di insufficienza renale e dal 2010 in attesa di trapianto. Una decisione maturata senza clamori da parte della donatrice:  «Per me, la salute  è il dono più prezioso di cui una persona dispone –  ha commentato Letizia Guglielmo ­– e ritenendomi fortunata perché nella mia vita non sono mai stata male, ho voluto fare la mia parte; una scelta che rifarei mille volte perché dando così tanta felicità ho ricevuto un bagaglio di emozioni così intense da esserne quasi sovraccaricata». Un gesto così importante che meritava di essere premiato, grande e semplice insieme, a suggello di una forte e preziosa amicizia, concreto “dono di sé” ad un’altra persona. 

Una Azienda consapevole che la propria “ricchezza” sono i dipendenti

Vince il Premio della Bontà 2018 anche un bell’esempio di “buona economia” che viene da Volpiano, in provincia di Torino, e vede protagonista la azienda SPEA, leader nel settore molto specialistico settore molto specialistico dei macchinari per il collaudo di produzione di dispositivi elettronici quali MEMS, Sensori, Microchip, Schede e Prodotti Elettronici. A fronte degli ottimi risultati conseguiti lo scorso anno, che hanno determinato un incremento del 16 percento sulle vendite rispetto al 2016, l’Azienda ha deciso il Natale scorso, di premiare i propri dipendenti, 550 lavoratori, con una doppia tredicesima elargita a tutti, indipendentemente da ruolo e mansione. Un regalo che la Proprietà – il Fondatore Luciano Bonaria con il figlio Lorenzo – ha deciso di fare per condividere con tutti i collaboratori gli utili di un anno da record. «Se la società opera bene e prospera, siamo felici di condividere i proventi della nostra attività con quanti lavorano con noi, con una competenza e un entusiasmo che fanno la base della nostra eccellenza» - hanno sottolineato Luciano e Lorenzo Bonaria. Un esempio di attenzione e rispetto dei propri lavoratori che l’Arciconfraternita di Sant’Antonio, da sempre vicino alle persone in difficoltà specialmente in questi ultimi difficili anni per molti, ha deciso di premiare quale esempio di economia etica. 

Il Priore dell’Arciconfraternita di Sant’Antonio Leonardo Di Ascenzo commenta: «Siamo entusiasti per il fatto che la Signora Guglielmo e il Signor Bonaria abbiano accettato il Premio della bontà 2018. Si tratta di due esempi di bontà straordinariamente concreti, oserei dire “NON PAROLE, MA FATTI”. Il dono di un rene ad una persona amica ma non familiare, è esempio di compassione operosa nella malattia; il dono di una doppia tredicesima è un aiuto concreto alle famiglie di quei lavoratori che quotidianamente offrono all’azienda le proprie competenze. Siamo certi che la sera del 9 giugno saranno in molti a voler sentire dalle loro stesse parole come si maturano decisioni così importanti che per loro sono divenute così semplici, percorribili e fattibili.»


I vincitori delle scorse edizioni

Nelle scorse edizioni del Premio della Bontà dell’Arciconfraternita di Sant’Antonio, grande emozione ha suscitato la storia della vincitrice, l’infermiera di Grosseto Nadia Ferrari, che ha chiesto e ottenuto l’affido del piccolo Mario, gravemente malato dalla nascita e abbandonato in ospedale, regalandogli due anni di amore e di cure; o il gesto di solidarietà compiuto dai dipendenti della Ditta BRENTA PCM di Molvena (VI) che hanno donato ad una loro collega l’equivalente a circa dieci mesi di ferie per consentirle di rimanere vicino alla bimba malata sino alla fine. Così come il gesto dell’attaccante del Chievo Calcio Riccardo Meggiorini che con coraggio ha difeso una sconosciuta da una aggressione.

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