Vincitori del 45° Premio della Bontà 2018/2019

Non è sufficiente non fare il male per sentirsi giusti:

è necessario fare il bene e promuovere ogni bene nella società.

 con i Patrocini di:

Ministro per la famiglie e le disabilità

 Regione del Veneto,  La Nuova Provincia di Padova, Comune di Padova

Conferenza Episcopale Italiana,  Federazione Istituti di Attività Educative

 e con il contributo della:

 

Dati statistici sulla partecipazione: 1017 opere partecipanti, delle quali 709 delle Scuole Primarie, 235 delle Scuole Secondarie di I Grado, 53 delle Scuole Secondarie di II Grado, 17 Multimediali di singoli o gruppi, 3 fuori concorso provenienti da 49 Comuni, di 36 Province in 14 Regioni coinvolgendo 60 diverse Istituzioni Scolastiche e due gruppi parrocchiali di iniziazione cristiana.  


Premiati Sezione Narrativa

Scuole Primarie

Primo classificato – Alessio CHIOVELLI

classe III B Scuola Primaria “C. Colombo” di Savona

Mi chiamo Alessio e frequento la classe terza della scuola primaria. Io ho pensato che è proprio vero quello che dice il titolo di questo tema. Molta gente, infatti, crede di essere a posto con se stesso e con Dio perché non fa niente di male a nessuno. Questo però non basta per sentirsi giusti e nemmeno per essere contenti. A volte ascolto, insieme con i miei genitori o con i miei nonni, Papa Francesco che parla in televisione e ci dice, per esempio, che, se siamo cristiani, dobbiamo fare come insegna Gesù e metterci a servizio delle persone, cioè diventare servitori dei nostri fratelli. Se vogliamo essere davvero amici di Gesù, noi dobbiamo essere generosi nell’accogliere ed aiutare le persone più povere di noi o quelle che sono più sfortunate, magari perché non possono camminare e sono in carrozzina o sono molto ammalate o non ci vedono e bisogna accompagnarle. Quando noi facciamo agli altri di queste gentilezze, ci sentiamo felici dentro al cuore. Se poi altri amici vedono noi che facciamo del bene e si accorgono anche che siamo così contenti, anche loro inizieranno ad essere più gentili e generosi verso chi ha bisogno di aiuto. Proveranno gioia e molti altri li vorranno imitare e così il mondo diventerà più bello. Succede un po’ come quando si fa il gioco della scossa: uno riceve una piccola stretta di mano e la passa ad un altro, che a sua volta la dona ad un altro giocatore e così via, fino a quando tutti l’avranno ricevuta: è una cosa contagiosa come una “malattia buona” che ci rende felici. Papa Francesco ha detto ai giovani di tutto il mondo che lo Spirito di Gesù ci suggerisce le scelte belle che possiamo compiere, basta solo che siamo attenti e pronti ad ascoltare questi suggerimenti di carità e di accoglienza che ci arrivano nel cuore. I miei nonni, da molti anni, forse proprio ascoltando questa voce, hanno aiutato molte persone povere dell’Eritrea e hanno in casa una persona non vedente che ha bisogno di cure speciali. Ora lui vive con loro, si chiama Kesete ed è, per me e per la mia sorellina, uno zio fantastico. Tutti noi gli vogliamo un gran bene e lo aiutiamo. Nel mio piccolo, io cerco di fare il possibile per accogliere ed aiutare amici e compagni che hanno bisogno del mio aiuto. Chiedo sempre a Gesù di darmi una mano, perché a volte è un po’ difficile e faticoso. Spero tanto che questo Suo aiuto continui ad essermi vicino e che mi accompagni per tutta la vita.

Secondo classificato – Anna Lia MARITAN

classe V B Scuola Primaria "Collegio Dimesse" di Padova

La prima volta che ho letto questa frase ho fatto fatica a capirne il significato. Dopo averci riflettuto a lungo ho pensato a tutti gli atti di violenza e malvagità che al giorno d’oggi si vedono in televisione: siamo talmente abituati a guardarli che pensiamo che basti non farli per essere dalla parte giusta. Non è così. Non dobbiamo commetterli, ma anche non farli accadere, cercando di compiere tutto il bene che possiamo secondo le nostre capacità. Se sentiamo parlare male alcuni bambini di altri, alle loro spalle, non bisogna far finta di niente, ma si deve farli smettere ragionando. Una delle mie compagne di pallavolo non mi è molto simpatica. Molte volte, quando giochiamo, non prende la palla come le spetterebbe e dà la colpa agli altri. Quando entra in campo non vorrei proprio averla in squadra. Un giorno ho notato che cominciava a stare sempre più in disparte e mi è dispiaciuto per lei. Ho deciso di coinvolgerla incitandola e facendola sentire parte del gruppo. Il suo comportamento è cambiato. Pensavo di non avere niente in comune con lei, invece mi sono resa conto che bastava essere gentili per scoprire una ragazzina timida, ma simpatica e non ignorarla o lasciarla in disparte. Ho capito anche che devo sempre pensare prima di agire perché, forse, avrei potuto scoprire prima una nuova amica.

Scuole Secondarie di Primo Grado

Primo classificato – Nicholas ANDREWS

classe II A Istituto "G. A. Farina" di Vicenza

Mi sveglio il mattino con la mente ed il cuore di un bambino

ma la gente non mi sente

Tutto attorno c’è chi mente, chi fa male e non si pente

Sono un bambino e piano piano mi avvicino

Sussurro guardando il cielo azzurro

non far male, io ti prego e te lo spiego

il sorriso e l’amore sono la cura di ogni cuore

ma la gente non mi sente

mi osserva con lo sguardo assente

io non mollo e non desisto

non sussurro e non sparisco

sono certo di essere giusto !

Lo ripeto e lo rispiego con la fede di un bambino

il bene viene ogni giorno

se tutti insieme ci uniamo e non molliamo

un piccolo amorevole gesto non chiesto

un’azione come l’accettazione

Il tuo colore è il mio colore, la tua storia è la mia storia

possiamo cambiare ma importa non mollare ! 

Secondo classificato – Matteo MANA

classe I A Istituto salesiano "San Domenico Savio" di Bra (CN)

Tutti noi, a volte, possiamo fare del bene per noi e per la società; pensate: quando aiutiamo la nonna è bene, quando aiutiamo in casa è bene e ci sarebbero mille altri esempi. Quindi, piuttosto che fare del male, dire una parola cattiva, iniziare a fare resse…iniziamo a fare del bene, a dire una parola buona sul prossimo. È solo così che riusciremo a dare una svolta al mondo: come si sono generate la 1a e la 2a guerra mondiale? Col male… Se noi iniziamo a fare nel nostro piccolo del bene, goccia buona dopo goccia buona, formeremo un oceano di pace. Se invece facciamo del male, goccia cattiva dopo goccia cattiva, formeremo non un oceano, ma un universo di male. Questo perché chi fa il male non rispetta le regole e quindi è seguito, mentre chi fa il bene no, perché: “È molto meglio non rispettare regole subito, piuttosto che rispettarle pensando alle conseguenze”. Il pensiero umano, circa il bene ed il male, è molto confuso: (l’uomo) non è un animale, ma neanche un iper-genio, quindi tende a seguire la massa piuttosto che a pensare con la propria intelligenza. A questo punto ci pensa il profeta Isaia: «Imparate a fare il bene, cercate la giustizia, rialzate l’oppresso, fate giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova!» oppure «[…] anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come la neve […]». Questo vuol dire che se per metà della nostra vita non abbiamo fatto il bene, ma a quel punto ce ne pentissimo e iniziassimo a fare 3 volte tanto quello che avremmo potuto fare, potremmo far diventare i nostri peccati meno gravi. Chi fa il male rischia di credersi superiore perché non rispetta il prossimo ma, in verità, i più forti sono coloro che non seguono la massa e fanno di testa loro perché, sia che sia giusto o che sia sbagliato, possano dire “ho fatto tutto da solo: è tutto merito mio o colpa mia”. E quindi potrei prendere come spunto una frase letta nel Vangelo secondo Matteo: «[…] chi si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato». Dio ci dice di essere umili e ci dà un messaggio molto importante: «Voi siete di Cristo e Cristo è di Dio», quindi anche “voi siete di Dio”. È come una grande festa: prima ci viene dato l’invito, poi, se decidiamo di andarci, ci viene offerto un aiuto nel caso avessimo dei problemi per il trasporto. Dio è così: prima ci dà l’invito per il Paradiso (la grande festa), poi ci aiuta ad arrivarci (ci aiuta per il trasporto); quindi è compito nostro aderire oppure no alla gioia e alla salvezza eterna. Un altro punto molto importante, che ci riporta a quelli di prima, è: “ogni uomo deve essere trattato come uomo”. Oggi, in tanti posti, ci sono persone che si mettono al servizio degli altri per avere pane, acqua ed un tetto. Sono proprio loro che regneranno nel Regno dei cieli, mentre i loro padroni attuali saranno i loro servi e soffriranno in eterno. Quest’anno ho avuto la fortuna di conoscere molte persone che dedicano la loro vita ai poveri di tutto il mondo: i missionari Salesiani, le suore di Madre Teresa di Calcutta (anche lei missionaria) e molti altri. Sono persone che non distinguono gli altri secondo razze, ma li trattano come fratelli. Due frasi molto belle dette dal Papa sono: “È bene non fare il male, ma è male non fare il bene!” e “Ognuno è colpevole del bene che poteva fare ma che non ha fatto”. Se una persona non fa del male ma non fa nemmeno il bene, è colpevole per non aver fatto una cosa quasi obbligatoria. In un’intervista al Sommo Pontefice, un giornalista gli ha chiesto: “Se una persona non sa fare del bene, cosa fa?”. Ed egli rispose: “Non è che una persona non sa fare il bene…è che non ne ha voglia; perché il buon Dio ha dato a tutti questo sapere…tocca ad ognuno trovarlo”. Ad un’altra domanda, il Papa ha risposto: “ Se non ci opponiamo al male, lo alimentiamo in modo tacito”. Cioè se vediamo una persona che maltratta un’altra e non agiamo, è come se gli dicessimo che è giusto continuare a maltrattare il poveretto. Sempre il Papa, nel corso di un Angelus al termine di una Messa, ha detto: “Rinunciate al male e aderite al bene”. Quindi, riassumendo, tutto questo ci invita ad una cosa sola: “NON FARE IL MALE” e “FAI IL BENE”, ma non “NESSUNO DEI DUE”!

Scuole Secondarie di Secondo Grado

Primo classificato – Gaia TONINATO

classe II AL Istituto di Istruzione Superiore "A. Einstein" di Piove di Sacco (PD)

Suona la sveglia e il mio primo pensiero è che il suo trillo sia il rumore più odioso del mondo. A fatica tiro fuori i piedi da sotto il piumone caldo e li appoggio sul pavimento gelato, dando il via ad un’altra giornata grigia uguale alle altre. In fretta mi vesto, mi lavo i denti, infilo le scarpe e mi precipito alla fermata dell’autobus.. tutte azioni ormai meccaniche,monotone e immancabilmente grigie. Tutto mi sembra sotto gli occhi senza suscitare in me alcuna emozione,mentre l’autobus attraversa la città avvolta dalla nebbia. La mia unica preoccupazione è di arrivare a fine giornata senza morire di noia. Non saluto nessuno quando entro nell’atrio della scuola, mi dirigo in classe e mi siedo nell’angolo in fondo all’aula. In cortile mi era parso di sentire una vocetta di un primino che urlava di lascialo un pace , ma non era una cosa che mi riguardava, per cui non ci ho fatto troppo caso. Quando suona la campana,iniziano le lezioni. Prima ora,scienze. Seconda ora, matematica. Come va lento il tempo. Alla terza ora abbiamo lezione di italiano, e quando entra il prof ci assegna subito un titolo da sviluppare come tema. Sarà un altro noiosissimo titolo grigio, ne sono certa. Invece, per la prima volta in questa giornata, le parole alla lavagna attirano la mia attenzione :”Non è sufficiente non fare il male per sentirsi giusti, ma è necessario promuovere il bene “. Una piccola luce si è accesa nel mio cuore, e questa frase mi rimane impressa nella mente. Ma cosa significano queste parole, e perché sono così vicine a me da svegliarmi dalla mia apatia? Finalmente suona la ricreazione e come ogni giorno tutti si precipitano fuori dall’aula , fuorché io e quell’altro sfigato del mio compagno di banco. ma oggi lo guardo in modo diverso, sotto la debole luce che si è accesa dentro di me. Sembra triste e, incredibilmente, mi dispiace per lui; oggi non mi va più di essere indifferente. Gli offro timidamente un pezzo di merenda, e il piccolo sorriso che mi rivolge accende un colore nella mia giornata grigia.. e sì, credo sia un azzurrino tenue. Anche se non è un colore acceso e brillante, resto sbalordita lo stesso. ma cosa è appena successo? E’ stata la mia “non indifferenza” a cancellare un po’ di grigio? Sono emozionata da questa nuova scoperta. Le ultime due ore di lezione volano e , mentre cammino verso la stazione dei bus, provo a fare un altro esperimento. Vedo nel prato accanto ala strada un sacchetto di plastica e altri rifiuti sparsi a terra. Non ci avevo mai fatto caso, ma oggi è diverso. Se la mia ipotesi è corretta , ed è l’indifferenza a coprire tutti i colori e la vitalità, devo cercare di interessarmi anche alle condizioni dell’ambiente che mi circonda, della terra su cui tutti viviamo e che davvero troppo spesso trascuriamo, o peggio, sfruttiamo e roviniamo. Deciso di raccogliere tutto e, quando ripongo nel cestino, un’esplosione di verde si aggiunge all’azzurrino di prima. E io sto iniziando a capire davvero il titolo del prof, ma per non arrivare a conclusioni affrettate scelgo di sperimentare ancora. Mi si presenta subito un’altra occasione: so che di fianco a me abita una signora anziana e sola, che ultimamente non vedo più annaffiare i fiori in giardino perché forse non sta molto bene. Mi accorgo che finora sono stata non curante del fatto, che il virus dell’insensibilità si è insinuato anche qui: non è forse necessario contribuire al benessere della società e delle persone più bisognose? Quindi prima di rincasare, mi fermo al supermercato, le compro un po’ di latte, biscotti e frutta fresca e le appendo la borsa alla maniglia della porta. Un piccolo gesto, ma quando mi giro di scatto, la nebbia non c’è più e un caldo sole giallo illumina il cielo azzurro e le verdi chiome degli alberi,. Sono meravigliata dallo splendore che mi circonda e che non avevo mai notato prima d’ora. Ho deciso come impiegherò il pomeriggio: aiuterò la mia sorellina a fare i compiti, un favore che mi chiede da tempo, ma che io ho sempre ignorato. A questo punto della mia giornata ho capito che il menefreghismo peggiore è quello che non ci permette di aiutare le persone a noi più care e
che ci amano di più; è il male che allenta i legami fino a romperli, se non si interviene in tempo. Inutile dire che un altro colore si è aggiunto alla mia vita: un dolce e chiaro rosa pastello. Ora che ho capito il meccanismo non riesco più a fermarmi: preparo una cenetta deliziosa per il mio papà, che torna stanco da lavoro e un arancione vivace colora la cucina. Dopo cena , invece di prendere in mano il telefono e accendere la televisione, decido di dedicarmi un po’ di tempo. Fare del bene include anche farlo a se stessi, prendere dei momenti di pausa per ascoltare i nostri desideri più intimi, le nostre necessità e bisogni. Così apro il pianoforte polveroso e inizio a suonare una melodia dapprima insicura, ma che via via prende forma. E con le note arriva anche un soffice blu notte che mi avvolge e mi trascina via con se e con la musica. Prima di addormentarmi, rifletto sulla bizzarra giornata che ho vissuto; con un sorriso realizzo che non sono più la stessa ragazzina indifferente e grigia che odia la sveglia e che non saluta nessuno. Capisco che l’indomani non ignorerò più la voce in cortile che chiede aiuto, perché ho scoperto la bellezza del fare del bene per gli altri. E’ una cosa molto diversa dal limitarsi a non fare il male, perché promuovere ogni piccola forma di bene, ti colora la vita e la fa risplendere di colori pazzeschi. Non sto dicendo di fare azioni eroiche, di salvare il mondo, penso che anche solo donare il proprio tempo faccia la differenza. E’ ogni piccolo atto di bene a fare la differenza, e come spiega perfettamente la più famosa frase di madre Teresa di Calcutta:”Ciò che facciamo non è che una piccola goccia nell’oceano. Ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno”. Quando la mamma viene a darmi il bacio della buonanotte, una stella rossa mi sorride nel buio. Era l’ultimo colore che mancava, il colore dell’amore. Ora tutto ha un senso. 

Secondo classificato – Ludovica IANNUCCI

classe II A Liceo classico europeo "Bernardino Telesio" di Cosenza

La salvezza

Patrimonio inestimabile,
insito in ogni uomo,
questo è il bene.

Quella di amare
è la più preziosa capacità dell’animo.

Il mondo d’oggi deforma un cuore puro,
lo rende afasico, apatico,indifferente
alla malvagità e alla cattiveria.

L’amore rappresenta l’unico scudo
dalla tristezza di una vita monotona,
meccanica.

Di fronte alla vita, spesso antagonista,
l’azione umana è inabile al bene;
il cuore si consuma,diventa malsano,
pavido,
inerte.

Eppure l’amare qualcuno
è il gesto più naturale
che un essere umano possa compiere
e anche l’unica lucerna
in un corridoio buio;
è fondale all’uomo
come un tassello del mosaico della vita
senza il quale questo rimarrebbe incompleto.

Tutto ciò rende felici!
Il sorriso del nostro prossimo
è il più grande regalo che si possa ricevere.

Voler bene,
volere il bene altrui,
amare è la nostra salvezza.


Premiati Sezione Disegno

Scuole Primarie

Gabriele SOBRERO

Classe IV Istituto "Suore Maestre di Santa Dorotea" di Genova - Rivarolo

Scuole Secondarie di Primo Grado

Edoardo TRESIN

classe II Istituto “Vincenza Poloni” - Sabinianum di Monselice (PD)

Scuole Secondarie di Secondo Grado

Camilla LUCREZI

classe I A Liceo artistico “G. Manzù” di Campobasso


Sezione Multimediale 

Alunni delle classi I, II e III media della Scuola Media di Piancavallo sezione ospedaliera – I.C. “Alto Verbano”

Team di lavoro: gli autori sono 24 studenti tra gli 11 e i 15 anni provenienti da tutta Italia che, nel corso della loro permanenza presso l’Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo come sezione ospedaliera dell’I.C. dell’Alto Verbano hanno ideato, scritto e interpretato la canzone "La goccia", nel laboratorio di scrittura creativa e multimedialità.

Coordinamento: prof.ssa Palmina Trovato (lettere) in collaborazione con la prof.ssa Rita Torelli (scienze matematiche). 

Il filmato è pubblicato al seguente link: https://youtu.be/W8V499CTqHU


Premio della Bontà 2019

Primari in pensione dell’AUSER di Borgomanero (NO)

“Professionisti al servizio del bisogno”

Il gruppo di primari medici in pensione, nel contesto delle attività della sezione AUSER di Borgomanero in Novara, ha fondato e gestisce un ambulatorio polispecialistico gratuito dedicato a donne e uomini alle periferie esistenziali della società. 

Un tale esempio di volontariato da parte di un gruppo di professionisti in quiescenza, che potrebbero facilmente e legittimamente dedicare il proprio tempo a continuare l’arte medica a titolo remunerativo, costituisce per i giovani e per la società intera un indubbio modello di bontà e di valorizzazione delle professionalità individuali finalizzata alla salvaguardia della dignità umana, soprattutto nel momento della sua massima vulnerabilità ovvero la malattia.


Cerimonie Conclusive

ad ingresso libero

Sabato, 1 giugno 2019

ore 21:00 Cerimonia civica di consegna dei premi

in diretta televisiva su TELECHIARA  e sul satellite Sky e TIVùSAT can.832

e in streaming sia sul sito di TVA sia sul sito http://telechiara.gruppovideomedia.it/it/live/live

con la partecipazione straordinaria dei Pueri Cantores del Veneto accompagnati dall'Orchestra barocca I Musicali Affetti

Sagrato della Basilica Pontificia di sant’Antonio in Padova (in caso di maltempo in Basilica)

Programma musicale:

Michele Novaro (1818 – 1885) Goffredo Mameli (1827 - 1849)

Inno d'Italia

 Wolfgang Amadeus Mozart (1756 - 1791)

"Te Deum" (KV 141) 

Ludwig van Beethoven (1770 - 1827)

 "Meeresstille und glücliche fahrt" op. 112 

Georg Friedrich Händel (1685 - 1759)

"Worthy Is the Lamb That Was Slain" (dal "Messiah")

Georg Friedrich Händel (1685 - 1759)

"Zadok the Priest"

 Georg Friedrich Händel (1685 - 1759)

"Alleluia" (dal "Messiah") 

Fabio Missaggia - Violino di Concerto

Roberto Fioretto - Direttore


Domenica, 2 giugno 2019

ore 11:00 Santa Messa solenne conclusiva

presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Fabio Dal Cin

Delegato Pontificio per la Basilica di sant'Antonio in Padova

Pontificia Basilica di sant’Antonio in Padova

animata dalla Cappella Musicale Antoniana.

 


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Video

Video vincitore della sezione multimediale Scuola Media di Piancavallo