Bontà 48: i vincitori del Concorso

 con i Patrocini di:

 Regione del Veneto  Provincia di Padova  Comune di Padova

 Conferenza Episcopale Italiana  Federazione Istituti di Attività Educative

 e con il contributo della: 


Dati statistici sulla partecipazione: 963 opere partecipanti, delle quali 584 delle Scuole Primarie, 286 delle Scuole Secondarie di I Grado, 66 delle Scuole Secondarie di II Grado (suddivise in 311 opere narrative, 625 disegni), 23 Multimediali di singoli o gruppi, 4 fuori concorso, provenienti da 30 Province in 16 Regioni coinvolgendo 57 diverse Istituzioni educative.


Premiati Sezione Narrativa

Scuole Primarie

Primo classificato – GIADA CUSIN

Classe V A Scuola Primaria “Bianchi Buggiani” di Monselice (PD)

Per me il gesto della gentilezza può conquistare il mondo perché qualunque persona in qualunque parte del mondo se lo vuole può esprimerla ma la gentilezza spesso sorprende le persone perché non se lo aspettano, la persona che riceve un gesto di gentilezza si sente apprezzata, rispettata e importante come dovrebbero sentirsi tutte le persone del mondo. La gentilezza conquista il mondo quando le persone riescono ad aiutare gli altri individui che sono in situazioni complesse, svantaggiate o difficili. La gentilezza non è solo aiutare il prossimo ma anche salvaguardare il mondo, la natura. La natura vuole il nostro aiuto perché noi la stiamo distruggendo, però facendo anche un piccolo gesto lei ci viene incontro e ci dice grazie. La gentilezza si può vedere quando per esempio delle persone costruiscono una associazione o ne fanno parte, come la mia maestra Silvia che un bel giorno di scuola ci ha raccontato che faceva parte di una associazione chiamata ABC, che si occupava di portare i bambini ucraini in Italia, per farli respirare aria pulita non contaminata. Proprio ora la mia maestra ha ospitato una ragazza di nome Sasha che viene proprio dall’Ucraina. Lei è scappata dall’Ucraina con suo fratello perché c’è la guerra. Un’altra azione che esprime proprio la gentilezza è quando tu spendi dei soldini per comprare una piantina, tu poi la pianti e te ne prendi cura come se fosse sempre stata li. Con queste azioni si vede proprio che tu sei gentile e tieni molto agli altri e non perdi neanche un secondo per andare ad aiutare il prossimo o l’ambiente. Noi tutti dovremmo fare più attenzione a non gettare le bottiglie di plastica nel mare e ridurre l’inquinamento delle industrie petrolifere solo così potremmo salvare la terra che ci ospita. Il gesto della gentilezza serve al prossimo quanto tu non te lo aspetti, come per esempio, quando una persona che non conosci o che non ti è tanto amica ti viene ad aiutare. Oppure quando una persona che va al mare e trova la spazzatura e si mette a raccoglierla, anche se non è la sua. Ecco un altro gesto di gentilezza che sorprende il prossimo. Un uomo che dona il suo cuore ogni giorno è il Papa Francesco che ogni giorno benedice e ringrazia la gente che lo viene ad ascoltare e lui li ricambia con la benedizione di Cristo. Per me la gentilezza è una cosa bellissima, io vorrei che tutti fossimo gentili, ma questo lo dobbiamo decidere noi con la strada che prendiamo per portare avanti la vita. Io applico la gentilezza quando una persona in difficoltà viene a chiedermi una mano, io non perdo tempo e corro subito ad aiutare. La gentilezza non è una cosa da tutti perché in ogni parte del mondo, anche in Italia, c’è sempre la cattiveria nei confronti degli altri. però spero che quella gente nel suo cuore abbia sempre un granello amore e gentilezza nei confronti degli altri.

Secondo classificato – Camilla MATTERAZZO

classe IV B Scuola Primaria “S. Giovanni Bosco” di Gavardo (BS)

La gentilezza è una cosa favolosa, / quando la fai ti fa sbocciare il cuore come una rosa, / si può farla nella bontà e nel perdono, / e a chi la riceve fai un bellissimo dono. / Deve essere una cosa che viene dal cuore, / senza scrupoli né rancore. / La gentilezza conquista il Mondo, / bello, grande e tutto tondo, / la gentilezza è come un semino, / che si propaga e può cambiare il tuo cuoricino / e al tuo prossimo potrai farla / e sorprendendolo anche lui potrà ricambiarla, / la gentilezza deve sempre essere insegnata, / perché se tu l’apprenderai, / una persona brava diventerai!!! 

Scuole Secondarie di Primo Grado

Primo classificato – Isabella IMPERIALI di FRANCAVILLA

classe II A Collegio “Dimesse” di Padova

La gentilezza è come un grande palloncino, pieno di atti d’amore e d’affetto, che quando scoppia riempie i cuori di bontà e benevolenza, facendoci vivere bene e in pace con noi stessi e gli altri. La gentilezza è un atteggiamento particolare, che non tutti hanno il dono di avere; infatti, se tutti fossero gentili, nel mondo non ci sarebbero così tante guerre e ingiustizie. La gentilezza fa bene a noi e agli altri. L’essere gentili verso se stessi e non giudicarsi può aumentare in noi l’autostima e renderci meno ansiosi e paurosi. Questo atteggiamento è perciò molto importante per la vita di ogni giorno: un solo, piccolo gesto di gentilezza può migliorare la giornata della persona a cui lo rivolgi. Anche a me è capitato di ricevere un atto di gentilezza da parte di una mia amica. In particolare, stavo attraversando un periodo difficile, durante il quale non credevo in me stessa e nelle mia capacità. Lei mi è stata vicina, mi ha fatto capire la mia importanza, ma soprattutto è stata gentile nei miei confronti, non giudicandomi per ciò che pensavo e dicevo. Questo atto, anche se piccolo, ha cambiato la percezione di me stessa e mi ha fatto sentire bene; così ho iniziato anche io a fare atti di gentilezza per gli altri, perché ho sperimentato personalmente quanto sia piacevole riceverli. Purtroppo il mondo in cui viviamo non permette alle persone di essere gentili; i ritmi frenetici e il lavoro stressante ci rendono insensibili e freddi verso noi stessi e gli altri e ci impediscono di essere gentil. Anch’io ho sperimentato che la vita frenetica e il mio voler sempre raggiungere alti risultati mi fa perdere, spesso, la possibilità di offrire e di ricevere atti di gentilezza. Come quando ho una grande quantità di compiti, mi prende l’ansia e inizio a farli senza badare a nessuno, anche se qualcuno magari ha bisogno di aiuto. Anche la diffusione sempre maggiore dei social aumenta le critiche nei confronti degli altri, perché coloro che giudicano sono persone insicure o che magari non hanno mai sperimentato di ricevere un atto gentile, e perciò si sfogano, nascosti dietro ad uno schermo. Per rendere il mondo più gentile bisogna partire da noi stessi e coltivare questo atteggiamento nel nostro cuore, rendendolo pieno e completo. La gentilezza nasce da noi, dalla nostra forza di volontà e dalla nostra speranza di poter cambiare. La gentilezza, se applicata adeguatamente nella vita di tutti i giorni, può cambiare il nostro prossimo, rendendolo migliore, più piacevole. Per farlo, bastano piccoli gesti come aiutare i propri genitori con le faccende di casa, stare accanto ai nostri amici quando sono in difficoltà, rispettare l’ambiente e gli altri, o semplicemente passare un po’ di tempo assieme ai tuoi nonni, che l’unica cosa che desiderano è il nostro amore a la nostra compagnia. Ho purtroppo sperimentato la morte di uno dei miei nonni, che non ho nemmeno potuto conoscere. Per questo, adesso, cerco di passare il maggior tempo possibile con i miei nonni che sono ancora vivi, e noto ogni volta una cosa: sorridono. Si stampa sul loro viso un enorme sorriso, anche solo per aver fatto loro un po’ compagnia. Per tutti questi gesti è necessario trovare un piccolo spazio nella nostra vita, anche se i ritmi della nostra società non ce lo permettono. Questi gesti, infatti, dovrebbero essere alla base della nostra vita quotidiana. La gentilezza può essere anche descritta come una forma di intelligenza, che conquista il mondo con la sua bellezza. La gentilezza va oltre l’aspetto, perdona e guarda ciò che una persona ha all’interno: le sue caratteristiche interiori e il suo modo di fare. La gentilezza è, quindi, la bellezza che caratterizza il cuore di ognuno. A ciascuno di noi spetta l’impegno di accrescerla perché il mondo possa esserne sempre più sorpreso.

Secondo classificato – Diego DEL FRATE

classe I B Scuola Secondaria di I grado “Istituto Filippo Smaldone” di Roma

Essere gentile afferisce al nostro modo di essere e di relazionarci con gli altri. Generalmente definiamo una persona gentile quando è cortese, disposta a trattare con rispetto, ascoltare le nostre esigenze. Ad oggi tuttavia, in un mondo dove aggressività e competitività sono aspetti predominanti, l’essere gentili viene visto quasi come una debolezza. La persona gentile diventa la persona della quale ci si può prendere gioco. In realtà la gentilezza, affonda le radici nel passato più remoto, già nella Bibbia si parlava di gentilezza di Gesù, riferendosi al modo rispettoso di trattare gli altri, alla sua volontà di aiutare, di non perdere mai la calma. Ma la gentilezza come cortesia la ritroviamo anche nelle relazioni delle antiche corti e il termine stesso gentilezza fa riferimento al modo di comportarsi di alcune genti. Per me l’essere gentile è fatto di tanti piccoli gesti, come un esempio salutare con un sorriso un amico al mattino, aiutare un anziano o una persona in difficoltà. Secondo me la gentilezza chiama altra gentilezza e potremmo paragonarla a un seme che cadendo nel terreno da vita a nuove piante, quindi più gentilezza viene diffusa, più se ne può ricevere. Anche se è difficile crederci voglio sperarci.

Scuole Secondarie di Secondo Grado

Primo classificato – Vittoria ABBONDANZA

classe II B Istituto Tecnico Superiore “Duca degli Abruzzi” di Padova

Ormai la gentilezza non è un valore per niente scontato perché piano piano stiamo diventando, a parer mio, tutti più egoisti. O meglio, molte volte, quando si fa un gesto di bene, si vuole quasi sempre un tornaconto. Inoltre, purtroppo a volte l'odio e la cattiveria prevalgono sulla gentilezza e ce lo dimostrano le continue guerre e gli eventi che accadono intorno a noi. Eppure, basterebbe cominciare da un gesto, un sorriso, un aiuto per far felice qualcuno. L’essere cordiali rende le persone migliori perché un gesto gentile fa sentire bene le persone che lo ricevono, ma anche quelli che lo fanno. La natura lo insegna, ci dà il nutrimento con gentilezza, offrendoci i fiori prima dei frutti!  Si nota che, purtroppo, tra noi ragazzi vige l’essere il meno educati possibile, perché, quando si compie un atto carino, si viene reputati come degli “sfigati”, quindi da non tenere in considerazione. Anzi ormai, per farsi vedere, molti ragazzi compiono gesti a discapito di altre persone più fragili. Ma per fortuna c’è ancora gente che apprezza i gesti di gentilezza, anche quelli più scontati, come per esempio lasciare il posto in pullman a una persona in difficoltà, dare una mano ad un anziano a portare la spesa o anche semplicemente sorridere e rispondere in modo garbato (e non scocciato) a persone che si incontrano perché, alla fine, sono questi i gesti che rendono il mondo un posto migliore. Dimentichiamo che da bambini siamo stati cresciuti amati e circondati da gentilezza, ma molti di noi, senza questi importanti valori, sono diventati delle persone fredde e a cui non interessa il bene dagli altri. Se fossimo completamente privi di questi valori, non saremo vivi, infatti basta pensare agli studi che hanno fatto ad Auschwitz, durante il razzismo, in cui sono stati cresciuti dei neonati senza alcun tipo di contatto sociale e per questo, dopo meno di un anno sono morti. Durante questi miei quindici anni ho avuto la fortuna di incontrare delle persone gentili che mi hanno aiutata nei momenti di difficoltà. In primis i miei genitori e i miei nonni che mi hanno sempre sostenuta in tutto e, nei momenti di sconforto, hanno trovato la parola giusta. Anche le amiche, nonostante abbia avuto molte delusioni da parte di alcune di esse, mi hanno fatto superare i brutti momenti facendomi sentire importante. A volte, anche a scuola, ho avuto alcuni professori (che hanno a cuore gli studenti) che mi hanno consolata ed aiutata. Pensandoci bene ho avuto attorno a me tanta gentilezza che mi ha sorpresa e mi ha aiutata a crescere facendomi diventare una persona migliore. Tanti sono i gesti piccoli o grandi che generano il bene, basti solo pensare a coloro che hanno rischiato la propria vita per ospitare gli ebrei in casa durante il periodo del nazismo, o anche a chi salva persone, anche sconosciute, rischiando la propria vita, come carabinieri, pompieri o persone che non fanno questo di mestiere. Però, anche se sottovalutati, i piccoli gesti sono di grande importanza e l’essere gentile non è mirato solo alle persone, ma anche agli animali. I gesti gentili per fortuna sorprendono ancora. Un fatto che mi è rimasto in mente e mi ha molto sorpreso, è stato quando io e la mia famiglia andammo nei pressi della piazza di Fabriano, quando ci si avvicinò un uomo che ci invitò a seguirlo per spiegarci la storia della sua città di cui era orgoglioso. I miei genitori soddisfatti, considerato il tempo che ci aveva dedicato e la bella condivisione, volevano omaggiarlo ma lui non volle nulla perché era felice di aver fatto conoscere i luoghi della sua città. Anch’io sperimento tale soddisfazione come quando con piccoli atti di gentilezza mi avvicinai ad un ragazzo diversamente abile che in piscina restava isolato. Mi venne spontaneo rivolgergli la parola, intrattenendomi con lui per tutto il tempo e condividendo i giochi, la musica. Lui, felicissimo mi riconobbe anche altre volte, tanto che ci rivedemmo anche l’anno successivo. La gratitudine dei suoi genitori mi sorprende ancora. Da questo episodio ho capito che basta veramente poco per rendere le persone felici e non farle sentire sole ed isolate ma amate ed apprezzate e ho imparato che i bei gesti ci migliorano valorizzandoci. Certamente non possiamo pretendere di eliminare i grandi problemi nel mondo come la fame, l’inquinamento, le guerre… ma possiamo certamente iniziare a fare piccoli gesti che possono migliorare tutto e tutti. Si deve ricordare che bisogna far del bene donando senza calcoli, dimenticando quanto si dà, ma lo si fa per sentirsi liberi e persone migliori.

Secondo classificato – Matilde BASSETTI

classe IV ginnasio Collegio “Don Bosco" di Borgomanero (NO)

Secondo il mio parere la gentilezza è la capacità di far stare bene gli altri. Credo che sia una caratteristica fondamentale dell’etica dell’uomo, che però, spesso, preferisce rispondere con prepotenza e maleducazione al naturale istinto di far emergere il lato buono e genuino dell’essere umano. Parecchie volte mi è capitato di fare un atto di gentilezza, ad esempio nei confronti di una persona anziana che vive vicino a me: in una calda giornata d’estate sono andata in centro per fare delle commissioni per mia mamma e, appena uscita dal supermercato, la vidi zoppicante che cercava di portare a casa le buste della spesa; così mi avvicinai e le chiesi se aveva bisogno di aiuto. Le presi le borse, la accompagnai fin sotto casa e le portai la spesa su per le scale. Mi guardò con una faccia sconvolta e mi ringraziò infinitamente. Mentre tornavo verso casa, mi misi a riflettere sul motivo per cui quella donna rimase così scioccata dopo quel mio gesto. Così ci pensai e mi resi conto che effettivamente, nella società di oggi, è raro vedere un giovane che si prende a cuore un anziano o che fa un qualsiasi atto di gentilezza. Eppure mi sembrava parecchio strano, perché dopo quel gesto mi sentivo così felice nel realizzare che avevo aiutato qualcuno che necessitava di un aiuto, un sostegno. Penso che sia molto importante prestare attenzione alle necessità delle persone che ci stanno accanto, così da poterle aiutare; inoltre, certi tipi di azione sono in grado di migliorarti la giornata e di trasmetterti felicità e allegria. Secondo il mio punto di vista, la gentilezza dovrebbe diventare il modo naturale di approcciarsi alla vita, non l’eccezione; non dovremmo permettere alla gentilezza di stupirci, eppure ogni volta accade. Un atto di gentilezza non deve essere per forza un atto materiale, bastano solo delle parole, che non verranno mai dimenticate da chi le ascolta. Come disse Madre Teresa di Calcutta: “Le parole gentili sono brevi e facili da dire, ma la loro eco è eterna”. Sono convinta che nella società odierna, l’unica arma che ci permetta di distinguerci dalla massa sia la gentilezza, perché spesso viene data per scontata, anche se quasi nessuno la pratica.


Premiati Sezione Disegno

Scuole Primarie

Angelica BELLINGHIERI

Scuola Primaria Paritaria “Santa Giovanna Antida” di Vercelli

Le parole gentili sono il cuore della vita, donano a tutti una gioia infinita. Tienile sempre nella tua mano, perché ti condurranno lontano; saranno gemme davvero preziose, saranno foglie generose, saranno delicate come una carezza, sul disegno della gentilezza.

Scuole Secondarie di Primo Grado

Sara LAZZARINI

Istituto Omnicomprensivo “G.A: Farina” di Vicenza

Il mio disegno rappresenta due braccia che si tengono per mano. Le braccia hanno tutte le bandiere del mondo e sullo sfondo ci sono gli edifici più conosciuti come la Torre Eiffel, le piramidi ecc.. Ho deciso di raffigurare così il tema della gentilezza perché per vivere bene e in serenità bisogna essere gentili con gli altri come i paesi per convivere in pace bisogna essere gentili gli uni con gli altri. L’abbraccio con le mani da il simbolo di gentilezza.

Scuole Secondarie di Secondo Grado

Virginia MONTERISI

classe III B Liceo Artistico - II.SS. “Giuseppe Colasanto” di Andria

 

Ho voluto rappresentare il tema della gentilezza mettendolo in relazione con un argomento a noi molto noto: la guerra in Ucraina. La tecnica che ho usato è ispirata a Banksy. Ho utilizzato il pennarello nero, creando ombre, sullo sfondo ho disegnato muri distrutti o in procinto di cedere; su una delle pieter ho inserito una ballerina che nonostante la situazione drammatica continua a ballare, simbolo di speranza in una umanità violentata ma capace di difendere la grazoie e la gentilezza. Su un foglio A 4 ho rappresnetato me stessa, donna soldato con gli stessi diritti dell’uomo che compie un atto di gentilezza porgendo la mano verso un bambino piangente, infreedolito, solo senza famiglia. In veste di artista con la mia creatività, ho dato vitalità al gesto gentile tra i dolori della guerra.


Premiati Sezione Multimediale

Classe II DC – Liceo “Concetto Marchesi” di Padova

di Sofia MONARO, Anna PALLADO, Pietro DALL’OLMO,

Giulia DE MARCHI, Matteo MOZZI, Anna MANFRIN

Il filmato è pubblicato al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=jJckmGdJZy4

 

Dato a Padova, dalla Scoletta del Santo, addì 26 Maggio 2023


Letto 2253 volte

Video

Video vincitore